Il Massiccio del Pollino rappresenta il limite meridionale continentale dell’Appennino calcareo derivato dall’orogenesi miocenica e collegato al sistema dei massicci calcarei campani e lucani da una comune origine, del che la somiglianza sia morfologica che litologica, in particolare con i monti Alburni.Questo è stato lo scenario dell’escursione commemorativa dei 150 anni di fondazione del Club Alpino Italiano festeggiati in Calabria domenica 7 luglio 2015.
In particolare, nell’ambito del massiccio è stata prescelta la vetta più elevata ovvero il Dolcedorme la cui vetta raggiunge i 2267 metri.L’escursione si è svolta su sentieri già percorsi da decenni da escursionisti provenienti dall’Italia e anche da numerosi paesi europei, in particolare tedeschi.Dal punto di partenza, a Colle dell’Impiso (mt. 1570 slm), Il numeroso gruppo di partecipanti provenienti da Cosenza e dintorni, Lamezia, Catanzaro, Castrovillari, Bari ha iniziato in percorso di buon’ora per giungere alla prima tappa posta nei Piani del Pollino da cui il gruppo si è separato in due tronconi, il primo diretto verso le vette che fanno da corona a nord est ai Piani ed in particolare a Serra di Crispo, dove si possono ammirare splendidi esemplari di Pino loricato (Pinus leucodermis), residuo endemico delle ultime glaciazioni che hanno favorito la creazione di un ponte continentale con i Balcani, luogo di provenienza. Il Pino loricato è stato scelto come simbolo dal Parco Nazionale del Pollino, posto a tutela del territorio. Gli stessi Piani del Pollino presentano cordoni morenici che, partendo dal versante settentrionale del monte Pollino, dove si riconoscono dei circhi glaciali, si allungano in direzione della grande porta del Pollino.Il secondo gruppo si è diretto sul Dolcedorme, che sovrasta tutto questa spettacolare sequenza di vette e piani di alta quota, consentendo la visione sul mare Jonio, sulla Piana di Sibari e sull’omonimo golfo a oriente, a mezzogiorno sulla piana di Castrovillari, sulla valle del Crati e sulla Sila, a occidente sulla Catena costiera con l’allineamento di vette del Palanuda, del Cozzo del Pellegrino, della Mula e della Montea, infine a settentrione con i monti della Lucania, con i gruppi del Sirino e del monte Alpi.

La cima è stata raggiunta come da programma e, una volta effettuate le riprese fotografiche di rito, il gruppo di escursionisti, accompagnato da tecnici del Soccorso Alpino Calabria coordinati dal delegato Luca Franzese con il supporto del Corpo Forestale dello Stato, al comando dell’ing. Vincenzo Perrone che ha inviato degli agenti a cavallo, ha raggiunto in sicurezza il punto di partenza per poi arrivare ai Piani di Ruggio dove si è festeggiato la riuscita dell’evento con una bicchierata dell’evento con una bicchierata. 

Organizzazione:
Responsabile di vetta Giuseppe Lanza, coadiuvato da Nicola Zaccato; direttori d’escursione: Luigi Patitucci e Gianstefano Verrina,; organizzazione logistica: Mario Mele e Roberto Mele.
Hanno partecipato alle escursioni, 58 escursionisti, tra i quali soci delle sezioni CAI di Cosenza, Catanzaro, Bari, Frascineto, Verbicaro, soci di Legambiente e numerosi appassionati della montagna.
 

Dati tecnici:
Durata Escursione 8,00h
Difficoltà: EE
Il dislivello complessivo in salita è di circa mt. 800.
Il dislivello in discesa è di circa m.800.
Lunghezza complessiva del percorso: circa 18.5 km;
Cartografia di riferimento: Carta d’Italia – Serie 25; Foglio 534 Sez. IV Rotonda - Foglio 534 Sez. I Terranova di Pollino – Foglio 534 Sez. II Castrovillari

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